IL CENTRODESTRA PORTA A CASA UNA PESSIMA RIFORMA SANITARIA

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La maggioranza di centrodestra alla Regione, meno di ventiquattro ore fa, ha portato a casa una vergognosa riforma sanitaria.
Il Partito Democratico ha cercato di opporsi con la forza della ragionevolezza, ma inutilmente: purtroppo hanno i numeri che i sardi gli hanno conferito e ciò gli consente di far passare le peggiori cose.
Gli obiettivi decantati per mettere mano alla sanità in Sardegna erano questi: restituire competenze ai territori e avvicinare la sanità alle esigenze dei cittadini.
Tutto questo a parole.
In realtà quello che realmente faranno è presto detto: cancellare l’ATS, accusando la precedente giunta di centrosinistra di aver imposto con la riforma sanitaria un eccesso di centralizzazione e al posto dell’ATS istituire l’ARES che, paradossalmente, centralizza la maggior parte delle funzioni. Ma soprattutto, e questo è sempre stato il loro vero obiettivo, resuscitare le otto ASL -del tutto inutili dal momento che ARES accorpa le funzioni mantenendo la centralizzazione degli acquisti e la selezione del personale.
Ed è così che le 8 ASL non risolvono nessun problema, almeno non quelli lamentati dai cittadini. Servono però e tanto a moltiplicare le poltrone: solo a livello dirigenziale si prevedono 48 nuovi incarichi con un aumento dei costi che annualmente supererà i tre milioni di euro.
Ma non basta: questo nuovo sistema sanitario entrerà in vigore, dicono loro, a gennaio 2021. La previsione sembra essere fin troppo ottimistica e in ogni caso in tutto questo tempo, che realisticamente sarà ben più lungo, ci sarà un commissariamento della sanità, tanto più grave in un momento come questo funestato dall’emergenza da Covid_19.
Realisticamente riteniamo che la riforma della sanità paralizzerà il sistema sanitario per almeno un anno.
Tra le altre cose la riforma trascura del tutto le criticità legate all’organizzazione territoriale non garantendo un’adeguata assistenza sanitaria uniforme in tutti i territori.
Aspetto ancor più grave, la riforma non interviene sulle drammatiche criticità del sistema ospedaliero lamentate dai cittadini e ulteriormente peggiorate per l’emergenza da Coronavirus: su tutte le interminabili liste d’attesa sulle visite specialistiche, alcune rinviate addirittura al 2022.
Nel frattempo i pazienti, nel migliore dei casi aspettano, nel peggiore muoiono.
Sono questi i veri drammi dei malati: pazienti oncologici; cardiopatici; diabetici; dializzati, ai quali non servono affatto 48 nuovi dirigenti, ma un’assistenza sanitaria adeguata alle loro esigenze e al momento storico, reso ancor più difficile dalla pandemia.