Neuroriabilitazione del Brotzu chiusa da tre mesi. Regione spieghi perché

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Sono passati ormai tre mesi da quando è stata chiusa l’Unità operativa di Neuroriabilitazione dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, un presidio sanitario di grande importanza non solo per il Sud Sardegna, ma per tutta l’Isola, visto che stiamo parlando della struttura più importante di questo genere all’interno del nostro territorio regionale. I pazienti sardi con gravi cerebro lesioni traumatiche o vascolari si sono visti privare di 12 preziosi posti letto che potrebbe garantire loro un livello di assistenza essenziale e di eccellenza.
Insieme ai compagni del Partito Democratico Rossella Pinna, Gianfranco Ganau, Gianni Comandini, Salvatore Corrias, Roberto Deriu, Giuseppe Meloni e Cesare Moriconi abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere al Presidente della Regione Christian Solinas e all’Assessore dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale Mario Nieddu, quali siano le motivazioni della sospensione dell’attività di questo reparto di eccellenza, se vi sia intendimento di ripristinare tutte le attività dell’U.O. di neuro-riabilitazione, quali siano i tempi di riattivazione previsti; in quale presidio la U.O. di neuro-riabilitazione verrà ubicata tenuto conto della complessità e pluri-specialità di figure mediche e infermieristiche e di spazi dedicati di cui necessita e dove siano ricoverati attualmente i pazienti che hanno necessitato e/o ancora necessitano delle cure di neuro-riabilitazione.
Ad oggi non sono chiari molti passaggi riguardo la chiusura di un centro di eccellenza essenziale per la tipologia di pazienti ospitati, con un’equipe composta da figure altamente specialistiche: sette medici, dieci infermieri, cinque operatori socio sanitari, due logopedisti, sei fisioterapisti ed uno psicologo. Grazie all’impegno di queste figure sono stati accolti e curati pazienti con problematiche di cerebro lesioni gravi e gravissime, spesso multi organiche, neurologiche, neuropsichiche, urologiche, motorie, respiratorie.
Nonostante permanga, a partire dalla data di chiusura del centro, l’11 novembre, un alto livello di criticità di cura dei pazienti nel sud ovest perché mancanti i 12 posti di degenza assegnati, l’attività del reparto non risulta a tutt’oggi ripristinata. Chiediamo che l’assessore Nieddu e il presidente Solinas si attivino al più presto in tal senso per la riapertura dell’Unità operativa o che quantomeno ne rendano noti i tempi le modalità.