Perché la Sardegna non può ancora esportare le sue eccellenze suinicole nel mondo?

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Sapete quanto costa un etto di prosciutto crudo “Patanegra” spagnolo? Non meno di 10 euro. Bene, sapete che differenza c’è a livello meramente qualitativo tra questo pregiato prodotto iberico e i prosciutti di Seulo, Talana, Urzulei e Villagrande? Praticamente nessuna. Due eccellenze.
La vera differenza sta nel fatto che ogni anno il Jamon Iberico Patanegra viene venduto e consumato a New York, Shangai, Tokio e Mosca, mentre i pari livello prodotti in Sardegna al massimo riescono ad arrivare sulle tavole di Cagliari e Sassari. Il motivo di questo è noto: la peste suina. Eppure il morbo, grazie al grande lavoro dell’Unità di Progetto istituita dalla Giunta di centrosinistra di Francesco Pigliaru, è stato praticamente sconfitto, e dal 2018 non si registrano focolai.
E allora perché la Sardegna non può ancora esportare le sue eccellenze suinicole nel mondo? Perché l’Unione Europea ha prorogato ancora una volta l’embargo delle carni suine isolane. E perché? Perché l’attuale Giunta sardo/leghista si è totalmente disinteressata della questione, mandando in fumo gli sforzi della Giunta Pigliaru, ma soprattutto delle migliaia di produttori sardi che negli anni hanno dovuto affrontare sforzi sovrumani per fare in modo che il virus venisse debellato.
Non stupiscono a tal proposito le dimissioni che il capo dell’Unità di Progetto Dr.Alessandro De Martini ha ri-presentato nei giorni scorsi, stavolta in maniera definitiva. Quello che sarebbe potuto essere un traguardo per tutta la Sardegna si è trasformato nell’ennesima vanificazione degli sforzi profusi. Per l’inerzia dell’attuale Giunta di centrodestra, i nostri prosciutti, le nostre salsicce e i nostri maialetti non potranno tornare sulle tavole di tutto il mondo. Con buona pace di coloro che di questo potrebbero viverci…