PESTE SUINA, LA SARDEGNA VINCE LA SUA BATTAGLIA

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Via libera alla Sardegna per l’esportazione di suini.
La battaglia contro la peste suina, che tanti danni ha provocato all’economia dell’Isola, è stata vinta dopo ben 42 anni.
Il successo raggiunto rappresenta una vittoria per tutti i sardi e di questa vittoria il Partito Democratico può, a buon diritto, farsi vanto.
Infatti, è la precedente giunta guidata dal Presidente Francesco Pigliaru che ha portato avanti con determinazione e convincimento una battaglia (poi proseguita) contro la terribile peste suina.
In Sardegna, la peste suina, è sbarcata nel lontano 1978 e da allora ha decimato gli allevamenti suinicoli dell’Isola.
Il primo tentativo di eradicazione della peste suina in Sardegna risale al lontano 1982 e negli anni successivi ci furono altri tentativi, risultati, però, infruttuosi. Fu soltanto nel 2014 che con la giunta di Francesco Pigliaru fu presentato un piano che coinvolgeva diverse istituzioni, perché la giunta capì che solo con un lavoro congiunto sarebbe stato possibile raggiungere dei risultati positivi per vincere una lunghissima battaglia.
Fu presentato un piano per l’eradicazione che si muoveva in diverse direzioni e che andava a scontrarsi con tradizioni discutibili dal punto di vista sanitario, ma presenti e ben radicate all’interno dell’Isola: per esempio il pascolo brado.
Il piano prevedeva che l’eradicazione del virus dovesse essere rivolta non solo alle aziende suinicole, ma anche ai cinghiali e il tutto diventava sempre più complicato.
Altro aspetto molto importante per l’eradicazione del virus riguardava la formazione e l’informazione da dare agli allevatori sulle norme di biosicurezza e benessere animale e in questo la nostra regione fece da apripista in Europa.
Grazie al lavoro dell’Assessorato dell’Agricoltura con l’Unione Europea, vennero messe in campo risorse pari a 50 milioni di euro per gli anni dal 2014 al 2020.
I corsi di informazione e formazione tenuti dall’agenzia Laore, furono rivolti ad un folto gruppo di comuni considerato particolarmente a rischio: Arzana, Benetutti, Bono, Bultei, Desulo, Irgoli, Orgosolo, Pattada, Seui, Talana e Villagrande.
La battaglia è stata lunga e non priva di difficoltà, ma al momento possiamo dirci ad un passo da un risultato che potremmo definire storico: l’eradicazione della peste suina in Sardegna.

È da oltre 16 mesi che in Sardegna non è stato riscontrato alcun suino (domestico, brado o cinghiale) positivo alla ricerca del virus PSA, mentre le sieropositività sono ormai sempre più sporadiche, a conferma del progressivo declino della malattia in tutta l’Isola. Possiamo ragionevolmente affermare che in Sardegna la peste suina è stata debellata visto che l’ultimo focolaio rilevato in un allevamento a Mamoiada di cui si ha notizia, risale al mese di settembre 2018. Al momento non sono stati completati tutti i passaggi burocratici da parte dell’Unione Europea, passaggi attesi con ansia dai nostri allevatori in quanto consentirebbero la ripresa dell’esportazione dei nostri suini, con un giro d’affari che si aggira sui 500 milioni di euro annui. Una bella boccata d’ossigeno per un’economia stremata.