Referendum costituzionale: perché votare sì

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Referendum costituzionale: perché votare sì

Tra pochi giorni saremo chiamati a votare al Referendum confermativo sulla proposta di modifica della nostra Costituzione. Ciò vuol dire che tutti noi dobbiamo scegliere se approvare oppure non approvare la riforma con la quale si modificano 49 articoli della Costituzione italiana. La riforma riguarda il Senato, l’organizzazione del Parlamento, il Titolo V nella parte che disciplina le Regioni, l’abolizione delle Province e del Cnel.

Se vincesse il Sì, il Senato verrebbe ridotto nel numero e da 315 senatori attuali, se ne avrebbero 100: 74 consiglieri regionali (due circa per regione) e 21 sindaci, uno per regione, tranne il Trentino-Alto-Adige che ne nominerebbe due. Altri cinque senatori verrebbero nominati dal presidente della Repubblica per restare in carica, non più a vita ma per sette anni, e senza stipendio.

Il nuovo Senato si chiamerà Senato delle regioni e sarà un organo rappresentativo delle autonomie regionali e di coordinamento tra lo Stato e gli enti locali. Tra le sue facoltà c’è quella di proporre emendamenti o pareri sui progetti di legge, ma non in modo vincolante. La Camera dei deputati sarebbe di fatto l’unico organo eletto dai cittadini a suffragio universale diretto e in grado di approvare le leggi ordinarie e di bilancio e votare la fiducia al governo.

Le due Camere si ritroverebbero a collaborare solo per le leggi costituzionali, per il referendum popolare, le leggi elettorali, per quelle che riguardano le minoranze linguistiche e i trattati dell’Unione europea. Con questa riforma cambierà anche l’elezione del Capo dello Stato alla quale non parteciperanno più i delegati regionali; inoltre, il presidente della Camera sostituirà il presidente della Repubblica ad interim.

Sarà modificata la modalità con la quale i cittadini possono proporre i referendum abrogativi e le leggi d’iniziativa popolare e si potranno indire referendum propositivi e di indirizzo, che saranno regolati da leggi specifiche.

Cambierà, infine, il Titolo V della Costituzione e la ripartizione quindi delle competenze legislative fra Stato e Regioni con una maggiore chiarezza sui ruoli dello Stato e delle autonomie locali.

Questa è una proposta di modifica della Costituzione italiana che risponde al bisogno del nostro Paese di avere istituzioni che possano stare al passo coi tempi attuali, cosa che la nostra Costituzione attualmente non lo consente appieno. Una Camera che legiferi è più che sufficiente ed un Senato delle regioni e dei comuni è quanto mai necessario per portare i territori a decidere nel luogo dove si scrivono le leggi. Con questa riforma, quindi, si andrebbe verso una riduzione dei costi della politica che è ciò che i cittadini chiedono da sempre.

Io voterò Sì e invito ciascuno di voi a fare altrettanto.