Sardegna 2014-2019 – Sintesi della mia attività in consiglio regionale

In tanti mi hanno chiesto di spiegare le cose di cui mi sono occupato, e ho pensato allora di scrivere queste pagine, nelle quali trovate appunto le parti più significative del mio impegno, pur non essendo possibile riassumerle tutte in poche righe. In particolare non trovate le cose di cui mi sono occupato indirettamente attivando i diversi Assessorati Regionali e la stessa Presidenza della Regione, che hanno prodotto comunque risultati enormi.

 

 

ELMAS

QUESTIONE AEROPORTUALE

Il mio impegno ha consentito che il Presidente della Regione firmasse l’accordo con il Ministero per il Piano di Sviluppo Aeroportuale, col vincolo però che l’Aeroporto, ne oggi ne mai, si sviluppi in direzione del centro abitato di Elmas.

Tale rischio era molto concreto, perciò questo è un risultato straordinario non solo per la comunità di Elmas ma per tutto il territorio, perché quello che oggi è il problema di una città, potrebbe, un domani, esserlo di un’altra comunità per casi simili o analoghi.

A completamento dell’azione, in qualità di membro della Commissione Bilancio, ho fatto stanziare nella Finanziaria del 2017 i fondi necessari affinché le autorità sanitarie facciano una analisi epidemiologica della popolazione, per capirne lo stato di salute con riferimento all’inquinamento ambientale da idrocarburi.

E nella Finanziaria del 2019 ho fatto stanziare i fondi per la realizzazione di un piano di monitoraggio con riferimento all’inquinamento acustico aeroportuale.

 

VIABILITA’

Ho fatto in modo che venissero stanziati ulteriori 50 milioni di euro per la realizzazione degli svincoli sulla SS.130. Oggi quindi, con una dotazione complessiva di 140 milioni di euro, quel progetto potrà essere approvato e, una volta realizzato, migliorerà alcuni accessi e ne metterà in sicurezza altri.

Finora era tutto fermo per mancanza dei fondi necessari, ora, grazie al mio impegno, non ci sono più ostacoli.

Sempre in tema di viabilità, ho fatto in modo che venissero messi a disposizione i fondi necessari per realizzare la parte finale della strada che costeggia il Rio Sestu, consentendo che il traffico non debba attraversare attraversare la Via Sulcitana.

 

AMBIENTE

Mi sono occupato molto della Laguna di Santa Gilla, uno dei beni ambientali più preziosi del territorio dei Comuni di Elmas, Assemini, Capoterra e Cagliari.

Ho fatto in modo che venissero stanziati 4 milioni di euro dalla Giunta Regionale per la riqualificazione ambientale della Laguna.

Ho fatto stanziare nella Finanziaria 2019 un milione e mezzo di euro per la realizzazione di cantieri di lavoro che impegnino i pescatori vittime dei danni delle ultime alluvioni, che hanno determinato una grave moria di pesci e mitili.

OCCUPAZIONE

PRECARI PROVINCIA DI CAGLIARI

Interrogazione n. 67, PISCEDDA e più del 19 giugno 2014 con richiesta di risposta scritta, sulla problematica relativa agli 86 precari presenti nell’amministrazione della Provincia di Cagliari.

Con questa interrogazione presentata a inizio legislatura, cui hanno fatto seguito ulteriori interventi nel tempo a sostegno delle problematiche inerenti il gravoso problema del precariato sia in ambito locale che regionale, è stata posta l’attenzione, con richiesta di risposte urgenti da parte della Giunta regionale, sulle azioni da porre in essere per il superamento del precariato nella Provincia di Cagliari, premesso che la legge regionale 12 giugno 2006, n. 9 (Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali) aveva previsto di trasferire alla provincia una serie di nuove funzioni e di compiti, con conseguente aumento del carico di lavoro dei dipendenti.

Tale problematica è stata ulteriormente evidenziata con la interrogazione n. 157, PISCEDDA e più del 23 settembre 2014 e attraverso ulteriori azioni portate avanti nell’interesse della amministrazione e dei lavoratori precari.

 

PRECARI AMMINISTRAZIONE REGIONALE

Interrogazione n.76 PISCEDDA e più del 26 giugno 2014, con richiesta di risposta scritta, sulla problematica relativa ai precari presenti nell’Amministrazione regionale.

Ulteriormente evidenziata con l’interrogazione n. 156 del 23 settembre 2014 e con la Mozione n. 401 PISCEDDA e più, dell’8 marzo 2018.

Il Presidente della Regione, l’Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione e l’Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale furono interrogati, già dal 2014, per conoscere le misure che ritenessero opportuno adottare, nel più breve tempo possibile, per procedere alla stabilizzazione di tutti i precari in possesso dei requisiti temporali necessari.

La problematica annosa del precariato regionale è stata una tematica che ha impegnato notevolmente l’attività consiliare, in un dialogo continuo durato negli anni con la Giunta regionale, che ha portato solo recentemente a una risoluzione attraverso un percorso amministrativo messo in atto secondo le procedure previste dalla Legge Regionale 22 dicembre 2016, n. 37 “Norme per il superamento del precariato nel sistema Regione e altre disposizioni in materia di personale”, in conformità alla legislazione nazionale nel frattempo sviluppatasi.

Ciò ha portato alla risoluzione di una vertenza prima d’ora tenuta in sospeso, rimandata e mai definita, con contratti continuamente rinnovati e senza soluzioni concrete per dare stabilità a lavoratori precari che hanno svolto compiti importanti all’interno dell’amministrazione regionale.

Solo grazie a questa azione assidua e continua nel corso degli anni (portata avanti dal Consigliere Piscedda in maniera assidua e capillare, come dimostrano anche l’interpellanza n. 329, depositata il 12 gennaio 2018, di cui è primo firmatario e la mozione n. 401 inerente le procedure di stabilizzazione del personale presso le amministrazioni del sistema Regione finalizzate al superamento del precariato e sulle modalità di attivazione da parte della Giunta regionale, discussa e approvata in Aula dal Consiglio il 29/05/2018) che ha comportato una attività sempre vigile e congiunta con le parti interessate, si è giunti finalmente, con successo, a una risoluzione che si è concretizzata nel corso dell’ultimo anno della legislatura attraverso apposite Delibere di Giunta e bandi di selezione finalizzati al superamento del precariato, giungendo al perfezionamento delle procedure di stabilizzazione (ordinarie e speciali) e di reclutamento del personale precario all’interno del sistema regione e al risultato auspicato.

 

PARCO GEOMINERARIO

Proposta di Legge n. 384/A – Disposizioni per la prosecuzione delle attività previste dalla convenzione relativa alla gestione del progetto denominato “Parco geominerario” e modifiche alla legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (legge di stabilità 2016).

Diventata Legge regionale 30 novembre 2016, n. 30, con la quale è stato salvaguardato, con una azione prolungata anche con successivi iter, l’interesse primario della Regione di proseguire le attività in corso per la stabilizzazione occupazionale dei lavoratori.

 

FORESTAS

Proposta di Legge n. 536 – Norme in materia di inquadramento del personale dell’Agenzia FoReSTAS.

La proposta, diventata Legge regionale 19 novembre 2018, n. 43, ha avuto come obiettivo e come risultato quello di integrare il personale dell’Agenzia FoReSTAS nel medesimo sistema contrattuale delle altre amministrazioni incluse nel sistema Regione, sostituendo il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL), imposto dalla legge regionale 27 aprile 2016, n. 8 (Legge forestale della Sardegna), con il contratto collettivo regionale di lavoro (CCRL).

Quale risultato della Legge così approvata, oggi lo status del personale FoReSTAS è in tutto assimilabile al personale del sistema Regione, nel quale, infatti, l’agenzia rientra ai sensi della legge regionale 25 novembre 2014, n. 24 (Disposizioni urgenti in materia di organizzazione della Regione).

 

PRECARI FORMAZIONE PROFESSIONALE

Al fine di dare compiuta attuazione a quanto disposto dall’art. 4 della legge regionale n. 10 del 2013 e s.m.ii., attraverso un percorso legislativo legato alla Legge di stabilità, nel 2018 è stata prevista l’iscrizione, su richiesta, alla lista speciale ad esaurimento di cui all’art. 6, comma 1, lettera f), della L. R. 5 marzo 2008, n. 3, anche in deroga a quanto previsto all’art. 2 della LR. 20.12.2013, n.38, del personale dipendente di agenzie formative operante nel comparto della formazione professionale ex L.R. 1 giugno 1979, n. 47, titolare di un regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e in possesso dei requisiti predeterminati.

L’iter è stato avviato dall’Assessorato competente e nel corso del 2018 sono state espletate con successo le procedure per la stabilizzazione dei precari di cui sopra.

Infine, in fase di approvazione della Legge regionale di semplificazione 19 novembre 2018, n. 43 2018, si è proposto un emendamento, approvato in aula, volto a reinserire nelle liste di cui sopra i soggetti ingiustamente esclusi.

 

ARST

Interrogazione n. 212 – PISCEDDA e più del 26 novembre 2014, con richiesta di risposta scritta, sui provvedimenti adottati dall’amministratore unico ARST in materia di personale.

Con questa interrogazione veniva posta all’attenzione della giunta e dell’assessore competente, la disparità di trattamento economico riscontrata tra il personale di provenienza Gestione governativa ferrovie meridionali sarde e Gestione governativa ferrovie della Sardegna, confluito a vario titolo nell’ARST Spa e ARST Gestione FdS srl nel 2008, in attuazione dell’accordo procedimentale fra il Ministero dei trasporti e la Regione.

 

PERSONALE DOCENTE A TEMPO DETERMINATO NEI CONSERVATORI DI MUSICA

Interrogazione n. 874 – PISCEDDA e più del 14 ottobre 2016, con richiesta di risposta scritta, sulla procedura di reclutamento del personale docente a tempo determinato nei conservatori di musica.

Con l’interrogazione di cui trattasi è stato portato all’attenzione della Giunta il problema del reclutamento del personale docente nei conservatori di musica, alla luce della mancata indizione sa più di 20 anni del concorso a cattedra per accedere ai ruoli di docente di conservatorio. chiedendo delucidazioni nel merito delle azioni intraprese nei confronti degli organi ministeriali competenti, anche attraverso gli uffici scolastici regionali e le istituzioni scolastiche statali per il tramite dei rispettivi UU.SS.RR, nelle more dell’indizione delle procedure concorsuali, anche la fine di agevolare la concessione di aspettative senza limiti di tempo ai docenti a tempo indeterminato del compatto scuola per l’insegnamento a tempo determinato nei conservatori statali di musica, in deroga alle previsioni contrattuali di cui agli articoli 18 e 36 del contratto nazionale di lavoro.

 

MANTENIMENTO LIVELLI OCCUPAZIONALI CAMERA DI COMMERCIO, CENTRO ESTERO

Interrogazione n. 1159 – PISCEDDA e più del 27 giugno 2017, con richiesta di risposta scritta, sullo scioglimento del Centro estero della camera di commercio della Sardegna e sul mancato mantenimento dei livelli occupazionali.

L’attività consiliare ha riguardato, ancora una volta, problematiche occupazionali dettate da razionalizzazione di organismi pubblici e privati, interessati da processi di riforma spesso non compiuti o compiuti parzialmente e senza una valutazione completa e corretta degli effetti anche giuridici, oltre che economici, a valere sul personale coinvolto.

È stato il caso, tra gli altri, del Centro estero delle camere di commercio originariamente costituito per supportare le imprese sarde nel loro processo di internazionalizzazione, creando importanti sinergie con soggetti istituzionali quali ambasciate italiane all’estero, Unioncamere Italia e Unioncamere sede di Bruxelles ICE, ENIT, camere di commercio italiane all’estero, Provincia e Comune di Cagliari, associazioni di categoria, università, istituti scuole superiori, Laore, Presidenza della Regione e i vari assessorati regionali, e realizzando in tal modo congrui risparmi sui costi globali delle attività promozionali a carico delle singole camere di commercio sarde e, nello specifico, di quelle di Cagliari e di Sassari che direttamente contribuivano alle spese del Centro estero. Nonostante i positivi riscontri, nelle more della riorganizzazione del sistema camerale è stato disposto lo scioglimento anticipato e la messa in liquidazione del Centro estero, con effetto immediato, nominando contestualmente il liquidatore che ha provveduto immediatamente a notificare al personale in organico del Centro la lettera di licenziamento. Ciò, in assenza di un piano di assorbimento e/o ricollocazione delle risorse umane in dotazione e del personale eccedente e quindi senza l’esperimento delle dovute azioni in ordine al mantenimento dei livelli occupazionali, anche alla luce delle competenze in capo alle camere di commercio.

A riguardo, pertanto, sono stati interrogati il Presidente della Regione e gli assessori competenti, anche al fine di portare a conoscenza del Consiglio regionale i provvedimenti e le misure previste al fine di tutelare il patrimonio di competenze sviluppate nel corso degli anni dal personale in servizio a tempo indeterminato presso le pubbliche amministrazioni e gli organismi ad esse assimilabili citati, a seguito dei processi di riforma e razionalizzazione in corso a livello nazionale.

 

DIRITTO ALLO STUDIO

Gli interventi portati avanti nel corso della legislatura per favorire il diritto allo studio si esplicano attraverso una assidua attività di confronto e dialogo con gli enti preposti in materia, in primis con le Università e con l’ERSU.

Le discussioni in sede di finanziaria, gli emendamenti presentati al fine di implementare le risorse destinate ai servizi correlati e le proposte di legge depositate (come la Proposta di Legge n. 431 – Disciplina regionale in materia di diritto allo studio universitario di cui Piscedda è firmatario e sostenitore), denotano l’attenzione riposta verso un tema che rappresenta il vero investimento della Sardegna, nella formazione dei giovani. Il cuore della proposta è infatti costituito dalle politiche regionali a favore del diritto allo studio, che si articolano in vari servizi destinati alla generalità e non degli studenti universitari, quali borse di studio, servizio abitativo, servizio ristorazione, facilitazioni di trasporto, accesso alla cultura, e altri servizi. Questi devono garantire agli studenti la piena possibilità di intraprendere e proseguire il loro percorso accademico e formativo, così da abbattere in partenza le diseguaglianze economiche e sociali e garantire uniformità di trattamento all’interno della Regione a tutti gli studenti universitari.

Gli interventi portati avanti anche attraverso le varie Leggi di Stabilità regionali sono sempre stati ispirati alla volontà di rendere efficace ed efficiente il diritto allo studio universitario all’interno della Sardegna, con l’intento di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la parità di accesso all’istruzione superiore.

L’essere membro della Commissione bilancio ha permesso al consigliere Piscedda di essere in quella sede uno dei fautori principali dei risultati raggiunti.

 

SANITÀ

TERAPIA DEL DOLORE

Interrogazione n. 97 – PISCEDDA e più del 16 luglio 2014, con richiesta di risposta scritta, sull’istituzione della rete per la terapia del dolore della Regione.

Vista la deliberazione n. 5/31 dell’11 febbraio 2014 “Istituzione della rete per la terapia del dolore della Regione Sardegna” che individuava la data del 30 giugno 2014 come scadenza temporale entro cui le aziende sanitarie della Regione avrebbero dovuto formalizzare e rendere operativa la rete per la terapia del dolore, si è interrogata la Giunta e l’assessore competente riguardo lo stato di avanzamento e le azioni messe in campo a riguardo, mantenendo vigile l’attenzione su un argomento di primaria importanza.

 

DISTRETTO SOCIO-SANITARIO DI CAGLIARI, AREA OVEST

Interrogazione n. 117 – PISCEDDA e più del 29 luglio 2014, con richiesta di risposta scritta, sul Distretto socio-sanitario di Cagliari, area ovest.

È stata posta l’attenzione sulla gravità della situazione di inoperatività in cui versava il Distretto socio-sanitario di Cagliari, area ovest e sulle gravi inadempienze riscontrate, sollecitando provvedimenti affinché il Distretto socio-sanitario di Cagliari, area ovest, potesse essere messo nelle condizioni di svolgere i compiti istituzionali di competenza.

Le problematiche inerenti del distretto socio-sanitario di Cagliari, area ovest, sono state ancora una volta portate all’attenzione della Giunta e del Consiglio con la successiva Interrogazione n. 536 – PISCEDDA e più del 13 ottobre 2015 e con l’impegno negli anni profuso.

 

DIABETOLOGIA PEDIATRICA BROTZU

Interrogazione n. 815 – PISCEDDA e più del 29 luglio 2016, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione e sullo stato attuale dei locali dedicati alla diabetologia pediatrica del Brotzu.

Le tematiche inerenti l’efficienza delle strutture sanitarie sono state sempre centrali nell’attività di ascolto dei territori e delle istanze provenienti dai cittadini, che spesso e volentieri hanno denunciato l’inadeguatezza dei servizi disponibili ed hanno avuto voce tramite strumenti quali le interrogazioni o le interpellanze consiliari, accompagnate da una assidua attività di sollecito nelle risposte e nei riscontri da parte degli organi competenti interessati. In questo, il Consigliere Piscedda ha speso notevoli energie portando avanti le cause di coloro che sembrano non avere voce o spesso non hanno la giusta visibilità nel complesso sistema della “burocrazia” e delle politiche talvolta “impersonali”, ma che meritano di essere ascoltati in ordine ai disservizi rappresentati e supportati appieno per le giuste cause.

Nello specifico, l’interrogazione ha dato luce a un problema che ha coinvolto i pazienti del Centro diabetologico pediatrico dell’Azienda ospedaliera Brotzu di Cagliari, emerso a seguito delle numerose segnalazioni provenienti dai genitori dei piccoli pazienti e dalle Associazioni dei malati di diabete infantile, giovanile e adulto in relazione alla drastica e penalizzante riduzione e inadeguatezza dei locali dedicati alla diabetologia pediatrica, con conseguenti notevoli disagi per lo svolgimento delle visite e per le pratiche ad esse connesse, sia per i pazienti che per il personale medico e infermieristico.

Alla luce di questa situazione, palesemente lesiva dei diritti e della dignità dei pazienti e delle loro famiglie, già gravate dalle difficoltà quotidiane affrontate e dagli ingenti sacrifici dovuti agli spostamenti per raggiungere il Centro diabetologico pediatrico del Brotzu da tutta l’Isola, è stato sollecitato l’intervento della Giunta al fine di una presa in carico delle problematiche e della loro risoluzione.

 

APPALTO SERVIZI DI LAVAGGIO E NOLEGGIO BIANCHERIA, VESTIARIO E FORNITURA DI KIT STERILI ESPLETATA DALLA ASSL DI OLBIA

Interrogazione n. 1087 – PISCEDDA e più del 28 aprile 2017, con richiesta di risposta scritta, sulla gara d’appalto dei servizi di lavaggio e noleggio biancheria, vestiario e fornitura di kit sterili espletata dalla ASSL di OLBIA.

L’interrogazione in questione ha posto l’attenzione sulla procedura di gara di rilievo comunitario, per l’affidamento triennale dei servizi di lavaggio e noleggio biancheria, vestiario e fornitura di kit sterili per la sala operatoria secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, avviata dalla ASSL di Olbia nel 2015 e conclusasi nel mese di giugno 2016 con l’aggiudicazione a favore di una impresa il cui rappresentante legale, da quanto appreso in seguito dalla stampa, è stato arrestato, come apparso nella stampa nel mese di marzo del 2017, nell’ambito dell’esecuzione di un contratto con altra ASL per servizi analoghi per brogli e irregolarità nella gestione dei fondi pubblici.

È stato pertanto interrogato l’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale sull’esito delle valutazioni effettuate dai competenti organi della ATS e della ASSL di Olbia nel merito di quanto sopra riportato e sull’opportunità di un riesame e ‘annullamento in autotutela dei provvedimenti di aggiudicazione adottati, puntando contestualmente l’attenzione sulla opportunità di valutare le ricadute, in termini di qualità dei servizi e di occupazione e indotto nel territorio regionale, dell’esecuzione oltremare di commesse particolarmente rilevanti per l’assistenza sanitaria, come quelle di lavanolo e sterilizzazione, che richiedono il riprocessamento quotidiano dei dispositivi che non sembra poter essere garantito con qualità e certezza di continuità da aziende con stabilimenti situati oltre Tirreno.

Problematica, peraltro, ancora molto attuale.

 

PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE POLIAMBULATORIO DI SESTU

Interrogazione n. 1274 – PISCEDDA e più del 18 ottobre 2017, con richiesta di risposta scritta, sull’interruzione delle prestazioni odontoiatriche nel poliambulatorio di Sestu.

La problematica su cui sono stati chiamati a dare risposta il Presidente della Regione e l’Assessore regionale dell’igiene e sanità, ha riguardato l’interruzione delle prestazioni sanitarie odontoiatriche erogate nel poliambulatorio di Sestu per via di un guasto ad un apparecchio fondamentale per lo svolgimento dei servizi convenzionati, alternativa alle cure del settore privato, che oggi rappresentano un costo per molte famiglie insostenibile. L’interrogazione interviene laddove è stata segnalata l’inerzia dell’ATS Sardegna, distretto di Cagliari/Area vasta, e l’assenza di risposte risolutive con conseguente interruzione delle prestazioni, con inevitabili disagi, viste le liste di attesa generate dalla diminuzione dell’offerta di tali prestazioni, che in un settore come quello odontoiatrico risultano spesso difficilmente compatibili con le urgenze dell’utenza.

TERZO SETTORE E POLITICHE SOCIALI

FAMIGLIA

Proposta di Legge n. 385 del 2 dicembre 2016, inerente “Norme in materia di politiche per le famiglie in Sardegna”.

La proposta di legge in questione rappresenta la sintesi di un percorso di confronto sul tema intrapreso nel 2014 a seguito dell’adesione di alcuni Consiglieri regionali al “Manifesto per una politica europea organica ed efficace per la famiglia” promosso a livello nazionale dal Forum delle Associazioni familiari. Le principali forze politiche regionali hanno quindi fatto fronte comune a sostegno della famiglia, per incentivare e promuovere, con questa proposta di legge, attraverso misure locali l’unione intesa non come mero fatto privato dei singoli individui ma come risorsa in grado, oggi più che mai, di garantire il buon funzionamento di tutte le istituzioni sociali, politiche, economiche, educative della società.

Da ciò è nata una proposta di legge a sostegno della famiglia che: intende dare organicità e incisività alle politiche regionali di promozione, valorizzazione e sostegno della famiglia, quale soggetto sociale giuridicamente rilevante e centrale nella costruzione della società, a partire dalla funzione di cura ed educazione dei figli e in virtù del suo insostituibile valore pubblico; mira ad incidere su temi emergenti e non trascurabili, quali quello delle pari opportunità e dei diritti di bambini e minorenni; del lavoro di cura gratuito effettuato dalle donne con responsabilità familiari; di integrazione dei redditi insufficienti per una vita familiare dignitosa, in grado di sostenere lo sviluppo dei propri componenti; interviene sul sistema delle politiche familiari per ridefinire la modalità di gestione delle risorse economiche pubbliche disponibili, attraverso una programmazione integrata con il più ampio sistema di welfare; introduce una serie di interventi atti a promuovere e sostenere la famiglia, a partire dalle scelte a livello urbanistico, in materia di servizi, in materia di politica culturale e di tempo libero, di concilia-zione tra i tempi di lavoro e i tempi della famiglia, cercando di dare attuazione al principio di sussidiarietà orizzontale, sancito dall’articolo 118, comma 4, della Costituzione

Tra gli interventi previsti, questi i principali: il riconoscimento e la promozione delle famiglie numerose, attraverso meccanismi di maggiore tutela; il potenziamento delle politiche per la casa (concessione benefici, tramite appositi bandi, alle giovani coppie quali rimborso, nei primi due anni di matrimonio, del 50% delle spese relative alla tassa sui rifiuti riguardante l’abitazione principale; rimborso delle spese di prima attivazione dei servizi di fornitura di acqua, energia elettrica e gas nell’abitazione principale; prestiti a tasso agevolato; facilitazioni per l’affitto della casa di abitazione permanente; modularità e flessibilità degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, interventi sperimentali volti all’individuazione e messa a disposizione di soluzioni abitative genitori separati o divorziati in difficoltà…); l’istituzione e finanziamento di “Centri Integrati per le famiglie”; interventi volti a migliorare l’offerta delle forme di assistenza e dei servizi integrativi per l’infanzia; l’erogazione ai comuni associati di finanziamenti per la realizzazione di un nuovo nido o micronido; stanziamenti straordinari ai comuni mirati ad intervenire in sostegno delle famiglie in difficoltà (misure di sostegno alle famiglie con un reddito inferiore alla soglia di povertà assoluta, alle donne non coniugate in stato di gravidanza e alle ragazze madri in stato di necessità, apposito fondo destinato ad interventi finalizzati ad supporto d’emergenza ai familiari di lavoratrici e lavoratori deceduti a causa di incidenti sul luogo di lavoro); promozione e sostegno delle forme di associazionismo familiare e creazione dell’albo delle associazioni familiari; interventi a favore del lavoro di cura famigliare non retribuito delle donne e degli uomini, attraverso il pagamento della polizza assicurativa per la copertura dei rischi infortunistici casalinghi; interventi volti a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro con le esigenze del nucleo familiare e stipulazione di accordi tra le organizzazioni imprenditoriali e sindacali per coordinare gli orari e i modi di funzionamento degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici, delle istituzioni educative scolastiche e dell’apertura al pubblico delle amministrazioni pubbliche armonizzando, nel limite del possibile, il funzionamento di tali servizi con le esigenze complessive di convivenza proprie della famiglia; istituzione dei Registri delle unioni civili; previsione dell’Osservatorio comunale delle famiglie; istituzione della Consulta regionale per la famiglia quale organo propositivo e consultivo della Regione in materia di politiche familiari; istituzione del Servizio della famiglia presso la Direzione generale delle politiche sociali dell’Assessorato regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale e stesura di un Piano triennale sulle politiche per le famiglie, coordinato e integrato con i Piani Sanitario e Sociale di cui alle relative legislazioni di settore, che definisca gli indirizzi relativi alle politiche per la casa.

 

ANZIANI

Proposta di Legge n. 395 – PISCEDDA e più del 27 gennaio 2017, inerente la “Promozione della cittadinanza attiva e del servizio civile delle persone anziane in Sardegna”.

Introduce disposizioni normative tese a promuovere e tutelare i diritti degli anziani e dei pensionati come cittadini componenti attivi della vita sociale e politica e come portatori di valori sociali, etici e spirituali, oltre che destinatari legittimi di servizi, assistenza e sostegno quotidiani.

Questa proposta di legge fornisce precisi indirizzi in materia di volontariato, prevedendo la possibilità di portare avanti , di concerto con le pubbliche amministrazioni, azioni e progetti di “servizio civile” gestiti direttamente da anziani, inseriti nell’ambito delle progettazioni territoriali dei PLUS, che possono riguardare idee innovative come quella degli orti sociali, la collaborazione nell’ambito sociale e sociosanitario, iniziative volte a far conoscere e perpetuare le tradizioni di artigianato locale, sorveglianza presso le scuole, animazione, gestione, custodia e vigilanza di musei, biblioteche e parchi pubblici, sale di ritrovo e di quartiere, palestre e impianti sportivi, aree sportive attrezzate, centri sociali, sportivi, ricreativi e culturali, fino al sostegno in ambito sociale, educativo e formativo.

Un sistema di servizi così articolato e diffuso, rispondente ai nuovi bisogni individuali e sociali dell’anziano, è in grado inoltre di fornire opportunità occupazionali anche per le giovani generazioni, in un lavoro che non è solo di cura, ma che riguarda la complessiva gamma di servizi orientati all’invecchiamento attivo, al tempo libero, all’offerta culturale. In tal senso, un ruolo determinante deve avere e ha già il terzo settore, il mondo non a scopo di lucro. Occorre una puntuale programmazione locale, che veda un altrettanto puntuale regia regionale.

 

SISTEMA INTEGRATO DEI SERVIZI ALLA PERSONA

Interrogazione n. 403 – PISCEDDA e più del 21 maggio 2015, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata attuazione degli adempimenti stabiliti nella legge regionale n. 23 del 2005 sul Sistema integrato dei servizi alla persona e con riferimento alle richieste delle organizzazioni del terzo settore della Sardegna contenute nella lettera dello scorso 15 gennaio 2015.

Le tematiche inerenti il terzo settore e il volontariato sono sempre state al centro dell’attività consiliare del Consigliere Piscedda, che ha sempre supportato le istanze provenienti dall’associazionismo operante in tali settori, in modo propulsivo attraverso proposte di leggi ed emendamenti e, altresì, monitorando costantemente l’operato della Giunta e dell’apparato amministrativo, nello svolgimento delle proprie funzioni, affinché l’attuazione delle politiche sociali messe in campo dal Consiglio venissero tradotte con conseguenti atti gestionali.

Particolare attenzione è stata posta alle politiche di supporto e di rafforzamento messe in campo a favore dei soggetti attivi nel terzo settore e in generale coloro che operano quale fondamentale anello del sistema di integrazione delle politiche sanitarie e sociali e del Sistema integrato dei servizi alla persona (rete ACLI, associazioni Confcooperative con Federsolidarietà Sardegna, LegaCoopsociali Sardegna, AGCI Solidarietà, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza (CNCA), le Acli della Sardegna, FISH Sardegna, Arci, UISP, AIAS Cagliari, cooperazione sociale, associazioni di promozione sociale, volontariato etc.). A dimostrazione di ciò, gli atti consiliari che vedono Piscedda firmatario e principale interlocutore con gli organi regionali preposti, le proposte di Legge presentate e gli emendamenti alle finanziarie sempre accolti in sede di definizione delle Leggi di stabilità regionali succedutesi negli anni, che hanno portato importanti risorse finanziarie aggiuntive a quelle inizialmente destinate dalla Giunta.

Già a partire dal 2015, con questa interrogazione, il Consigliere sollecitava l’attuazione delle misure di cui alla legge regionale n. 23 del 2005 (Sistema integrato dei servizi alla persona. Abrogazione della legge regionale n. 4 del 1988 (Riordino delle funzioni socio-assistenziali), in grave ritardo attuativo, come più volte riscontrato nel corso dell’intera legislatura, a discapito di una reale integrazione dei servizi alla persona e concreta attuazione e sviluppo del welfare locale.

Veniva sollecitata l’attuazione di tutti gli strumenti che la stessa legge regionale n. 23 del 2005 prevede (la Consulta regionale sulle politiche sociali, l’Osservatorio regionale sulle povertà, l’Osservatorio regionale degli appalti, gli accordi contrattuali, i requisiti specifici sulle strutture sociali e le strutture integrate con le relative tariffe etc.).

Interrogazione rafforzata da una azione consiliare costante nel tempo al fine di ottimizzare l’attività dei soggetti coinvolti e, a cascata, favorire la persistenza e la nascita di nuove strutture, agevolando gli investimenti sui servizi alla persona, con conseguenze sulle risposte ai bisogni emergenti e sulla creazione di nuova occupazione (ad esempio strutture integrate per minori; socio-sanitarie etc.).

 

ATTIVAZIONE DEI NUOVI PIANI PERSONALIZZATI DI CUI ALLA LEGGE n. 162 DEL 1998

Interrogazione n. 1229 – PISCEDDA e più del 31 agosto 2017, con richiesta di risposta scritta, sulle modalità e sui tempi di attivazione dei nuovi Piani personalizzati di cui alla legge n. 162 del 1998.

L’interrogazione in questione affronta un tema che è stato oggetto di numerose interlocuzioni con l’Assessorato regionale competente in materia di sanità e politiche sociali, su una questione che ha messo in evidenza disagi e disservizi che negli anni sono stati ripetutamente denunciati dai soggetti coinvolti, destinatari della Legge 21 maggio 1998, n. 162 (Misure di sostegno in favore di persone con handicap grave), e dagli operatori interessati. Si tratta della Legge attraverso la quale le regioni possono provvedere a programmare interventi di sostegno a favore delle persone con handicap di particolare gravità, mediante finanziamenti ai Comuni per la realizzazione di piani personalizzati che prevedano interventi socio-assistenziali finalizzati allo sviluppo della piena potenzialità della persona, al sostegno alle cure familiari ed alla piena integrazione nella famiglia, nella scuola e nella società.

Per accedere al finanziamento, l’iter procedurale prevede la presentazione, da parte dei Comuni, di “Piani personalizzati” concordati con famiglie e servizi sanitari, in base alle esigenze dei destinatari, che vengono valutati dalla Direzione generale delle politiche sociali che, in base ai risultati dell’istruttoria, dispone il trasferimento delle risorse al comune di residenza del beneficiario per l’attuazione del Piano ritenuto idoneo.

Dal 2015 è stato dato avvio alla sperimentazione di un nuovo sistema regionale di valutazione, finanziamento e monitoraggio dei piani, la cui conclusione è andata ben oltre alla previsione dei 60 giorni, con ritardi immani che hanno provocato la sospensione della presentazione di nuovi piani personalizzati (nelle more dell’acquisizione degli esiti della sperimentazione), autorizzando unicamente la proroga dei piani personalizzati in essere. Una situazione di ritardi burocratici e di evidente disagio, alla luce della tipologia di utenza che richiede risposte immediate e concrete e considerato peraltro che il Consiglio ha puntualmente previsto risorse finanziarie a hoc a valere sui vari Bilanci annuali, che ha messo a dura prova anche i servizi sociali comunali, non più in grado di rispondere alle legittime richieste e necessità dei nuovi utenti e quindi di gestire le emergenze di carattere sociale con le risorse umane e finanziarie disponibili nelle casse degli enti, gravati da oneri insostenibili.

Si è chiesto pertanto, al Presidente della Regione e all’Assessore regionale dell’igiene e sanità e dell’assistenza sociale di rispondere nel merito di quanto sopra e di intervenire al fine di garantire l’adeguata erogazione dei servizi richiesti dall’utenza coinvolta. Problematica ancora assai attuale.

 

MOBILITÀ INTERNAZIONALE

Interrogazione n. 459 – PISCEDDA e più del 23 luglio 2015, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione nell’erogazione dei fondi di cui alla legge regionale n. 3 del 2009, articolo 9, comma 9, lettera e), destinati alla realizzazione di progetti di mobilità giovanile internazionale, di promozione dell’interculturalità e della cittadinanza europea, e alla promozione di scambi giovanili.

Questa interrogazione ed altri interventi nel corso de tempo, denotano l’attività consiliare costantemente volta a supportare i progetti e i soggetti aventi comprovata esperienza nel campo degli scambi internazionali, come dimostrano gli emendamenti puntualmente presentati in sede di approvazione delle Leggi di Stabilità, che vedono il Consigliere Piscedda in prima linea, che hanno consentito di implementare le risorse destinate con Legge regionale e di monitorarne la continuità anche quando le scarse dotazioni finanziarie del bilancio le mettevano a rischio “tagli”.

È stato in questo modo possibile garantire la realizzazione di numerosi progetti di mobilità giovanile internazionale, di promozione dell’interculturalità e della cittadinanza europea e di scambi giovanili, dando la possibilità a migliaia di giovani sardi di partecipare a un’esperienza di educazione non formale e, in particolare, a progetti di scambi internazionali e progetti di interculturalità e cittadinanza europea, rafforzando competenze utili per la vita e il lavoro, attraverso il fondamentale impegno delle associazioni di volontariato sarde attive a livello europeo coinvolte nella gestione e dell’Università, che hanno dimostrato concretamente la capacità di accedere a finanziamenti diretti dell’Unione europea, tra cui in particolare quelli del programma Gioventù in azione, programma Erasmus+, Erasmus, Leonardo da Vinci, etc.

 

SERVIZIO CIVILE

Interrogazione n. 787 – PISCEDDA e più del 7 luglio 2016, con richiesta di risposta scritta, sul potenziamento della struttura regionale presso l’Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale denominata “Ufficio regionale per il servizio civile”.

L’attività consiliare è stata caratterizzata da una costante attenzione verso le politiche regionali messe in campo volte a favorire l’impegno civile dei giovani, al fine di garantire adeguate risorse e anche un’adeguata attività amministrativa coerente con l’evoluzione della normativa nazionale giunta poi nel 2017 alla riforma del Terzo settore intrapresa nel 2016 con l’approvazione in Parlamento della legge delega concernente “Norme per la riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale”.

Già con le leggi finanziarie della Regione del 2015 e del 2016 furono definiti appositi stanziamenti in bilancio, confermati poi anche attraverso appositi emendamenti presentati in prima persona dal consigliere Piscedda, grazie ai quali si è potuta osservare la crescita numerica dei progetti presentati dagli enti accreditati, sia pubblici che di terzo settore, con la relativa crescita dei giovani sardi impegnati.

In quest’ottica, è stato più volte sollecitato il potenziamento dell’Ufficio regionale per il servizio civile strutturato nell’Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per assicurare sempre maggiore efficacia ed efficienza nella spendita delle risorse e agevolare le opportunità offerte ai giovani attraverso questo strumento.

 

FONDO COMUNITÀ ACCOGLIENZA

Interrogazione n. 788 – PISCEDDA e più del 7 luglio 2016, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di attuazione dell’articolo 7 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (Fondo per le comunità per l’accoglienza di giovani adulti e adulti sottoposti a misure restrittive della libertà personale).

Interrogazione n. 800 – PISCEDDA e più del 18 luglio 2016, con richiesta di risposta scritta sullo stato di attuazione dell’articolo 7 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 (Fondo per le comunità per l’accoglienza di giovani adulti e adulti sottoposti a misure restrittive della libertà personale).

Questa interrogazione evidenzia l’assidua attività svolta nell’ambito dell’incentivazione delle politiche regionali sociali e integrate e del supporto dato agli organismi operanti nel terzo settore, monitorando e sollecitando con varie azioni l’attuazione degli indirizzi e delle norme regionali, a fronte talvolta della inerzia riscontrata anche all’interno delle strutture regionali stesse.

Un importante tassello di questa attività è rappresentato, infatti, dall’articolo 7 della legge regionale 11 aprile 2016, n. 5 “Fondo per le comunità per l’accoglienza di giovani adulti e adulti sottoposti a misure restrittive della libertà personale”, volto a regolamentare una peculiare formula di struttura sociale già individuata nei regolamenti regionali sulle strutture sociali di cui alla legge regionale n. 23 del 2005 e ad attribuire certezza di risorse a strutture che, pur esistendo ed essendo operative in Sardegna, hanno da sempre avuto un sostegno da parte delle istituzioni non definito e/o discontinuo, in questo senso poco adeguato alla migliore efficacia del particolare servizio fornito alla collettività.

Ma questo tassello non è bastato a far sì che l’attuazione di quanto disposto fosse automatica e veloce. È stato indispensabile, costantemente, sollecitarne l’attuazione e intervenire con gli organi preposti, alla luce delle difficoltà gestionali note delle strutture già funzionanti e spesso messe in ginocchio da ritardi nell’attribuzione di risorse spettanti e loro destinate dalle norme approvate in Consiglio regionale.

In tal senso, il sostegno del Consigliere Piscedda è stato assiduo ed ha accompagnato e supportato le istanze volte a sollecitare l’attuazione delle norme approvate e l’efficiente attribuzione ed erogazione delle risorse stanziate nelle varie finanziarie regionali.

 

SPORT

Sport e salute

Proposta di Legge n. 116 – Sulla salute e sullo sport.

Richiama l’indiscutibile legame tra benessere fisico e movimento, promuovendo azioni tese a valorizzare i principi ai quali la disciplina nel suo complesso si ispira, soprattutto in relazione alla promozione dello sport quale strumento di prevenzione delle malattie e di tutela della salute, di miglioramento della qualità della vita delle persone e della famiglia, nonché di integrazione sociale) e le finalità di programmazione e di organizzazione a sostegno dell’attività sportiva, di raccordo tra le istituzioni regionali e gli altri soggetti sensibili alla promozione della cultura sportiva (scuola, università, sindacati).

 

TURISMO, AGRICOLTURA, AMBIENTE E ATTIVITÀ PRODUTTIVE

ESCURSIONISMO, CICLABILITÀ E MOBILITÀ DOLCE

Proposta di Legge n. 333 – PISCEDDA e più dell’8 giugno 2016 inerente la “Disciplina delle attività in materia di escursionismo, ciclabilità e mobilità dolce”. (La Commissione ha unificato la PL 333 con le proposte di legge 4, 57,104, 131, 143, 196, 265, 272, 289, 311, 320, 336, 339 – Testo Unificato 4-57-104-131-143-196-265-272-289-311-320-333-336-339/A) Diventata Legge regionale 28 luglio 2017, n. 16, recante “Norme in materia di turismo”

La proposta di legge, recepita poi nel testo unificato della L. n.16, è stata portata avanti e sostenuta nell’ambito di una azione di promozione e tutela del turismo montano per uno sviluppo sostenibile, sociale ed economico della Sardegna, attraverso attività escursionistiche che ne favoriscano una corretta e consapevole fruizione.

È stato difatti ritenuto importante, per i territori rappresentati, definire la rete escursionistica della Sardegna (RES) di interesse pubblico in relazione alle funzioni e ai valori sociali, culturali, ambientali, didattici e di tutela del territorio. Oltre a questo, in un’ottica di integrazione tra le modalità di fruizione (a piedi, in bicicletta), viene definita la Rete degli Itinerari Ciclabili della Sardegna (RICS) applicandovi lo stesso modello gestionale pensato per la RES, pur tenendo conto delle peculiarità della mobilità sulle due ruote. Coerentemente con tale approccio, inoltre, come per “chiudere il cerchio” intorno alle attività connotate dal carattere della sostenibilità ambientale, si focalizza sullo specifico ambito della mobilità urbana sostenibile.

L’associazionismo dell’escursionismo (CAI Sardegna ed altre associazioni locali) e della ciclabilità (FIAB ed altre associazioni locali) rivestono un ruolo decisivo nella promozione del turismo montano e della mobilità ciclabile fuori e dentro i centri abitati, nonché per il corretto esercizio di ogni attività escursionistica e ciclistica che la proposta di legge ha inteso regolare.

 

TUTA ABSOLUTA NEL TERRITORIO DI DECIMOPUZTU

Interrogazione n. 809 – PISCEDDA e più del 22 luglio 2016, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di calamità naturale per l’emergenza provocata dall’affezione del lepidottero Tuta absoluta e conseguente danneggiamento delle colture orticole di pomodoro e altre solanacee nel territorio di Decimopuztu e aree limitrofe.

Con questa interrogazione è stato portato all’attenzione della Giunta e dell’opinione pubblica un problema che ha coinvolto, con ingenti danni, il territorio comunale di Decimoputzu durante la stagione 2015/2016, in cui si sono registrate piogge che con le elevate temperature hanno favorito lo sviluppo eccezionale, nelle colture orticole di pomodoro e altre solanacee, dell’affezione del lepidottero Tuta absoluta causando gravissimi danni nella qualità e nella quantità della produzione, con devastanti ricadute economiche per numerose aziende agricole del territorio.

Alla luce di ciò, l’attività è stata finalizzata a sollecitare gli opportuni provvedimenti risarcitori e interventi di sostegno alle imprese e alle attività produttive in difficoltà per fronteggiare la situazione di emergenza, e verificare la possibilità di adottare con immediatezza lo stato di calamità naturale per tutti i territori colpiti dalla affezione del lepidottero Tuta absoluta, che ha danneggiato gravemente il settore produttivo, al fine di agevolare una pronta ripresa dei comparti produttivi isolani, già gravati da note e perduranti sofferenze.

FLUORSID

Interrogazione n. 1110 – PISCEDDA e più del 18 maggio 2017, con richiesta di risposta scritta, sui presunti reati ambientali inerenti all’attività della Fluorsid Spa e sulle correlate ipotesi di inquinamento e disastro ambientale nel territorio della Città metropolitana di Cagliari e, in particolare, nella laguna Gilla e nei comuni spondali.

Contestualmente alle notizie apparse sulla stampa, delle indagini condotte dal Nucleo investigativo del Corpo forestale sardo, con l’interrogazione di cui trattasi, vista l’entità e la gravità delle accuse mosse a carico della società Fluorsid Spa e il presunto scenario di inquinamento e disastro ambientale e il presunto gravissimo pregiudizio in primis per l’area metropolitana di Cagliari e per i comuni direttamente coinvolti che si affacciano sulla laguna di Santa Gilla, con l’interrogazione in questione e nel rispetto delle competenze della magistratura, sono stati prontamente interrogati a riguardo il Presidente della Giunta e gli assessori competenti, chiamati ad acquisire i dati e le dovute analisi al fine di stabilire l’esatta entità dello stato di inquinamento denunciato.

È stata altresì chiesta l’istituzione urgente di una unità operativa di coordinamento e supporto alla Città metropolitana e ai Comuni direttamente coinvolti, in primis ai sindaci investiti personalmente della responsabilità della salute pubblica dei cittadini quali autorità sanitarie locali, e l’eventuale immediata azione di bonifica delle acque e delle aree inquinate e ogni altra azione utile a limitare i danni attuali e potenziali dei territori coinvolti, alla luce della rilevanza delle le attività produttive (agricoltura, turismo e itticoltura) dell’area metropolitana coinvolta e dei comuni spondali e rilevata la prossimità della laguna di Santa Gilla, area di eccezionale valore naturalistico considerata tra le più interessanti aree umide dell’Unione europea e polo di attrazione naturalistico, turistico e produttivo.

  • Proposta di Legge n. 524 – il 22 giugno 2018, risarcimento dei danni causati da eccezionali eventi meteorologici alle attività di pesca del consorzio ittico santa gilla.

Finalizzata a intervenire urgentemente a supporto degli imprenditori ittici che operano nella laguna di Santa Gilla, che nel corso del mese di maggio 2018 hanno subito ingenti danni economici dovuti alle incessanti piogge cadute nel sud dell’isola, fornendo un aiuto economico per la ripresa delle attività produttive danneggiate, utilizzando il Fondo di solidarietà regionale della pesca, istituito con l’articolo 11 della legge regionale 14 aprile 2006, n. 3 (Disposizioni in materia di pesca).

 

APPALTI AGENDA DIGITALE SARDEGNA

Interrogazione n. 1312 – PISCEDDA e più del 17 novembre 2017, con richiesta di risposta scritta, sugli interventi regionali di infrastrutturazione per la banda ultra larga nelle aree rurali C e D del territorio regionale e sulle misure adottate, al fine di prevedere una funzionale suddivisione dell’appalto in lotti, a fronte della esigenza di assicurare la massima concorrenzialità e consentire anche alle imprese sarde la più ampia partecipazione.

La materia degli appalti e della capacità di garantire la massima concorrenzialità non a discapito delle piccole medio imprese, è stata più volte affrontata nei vari settori, al fine di contemperare le istanze provenienti dal tessuto imprenditoriale locale con gli obblighi normativi in un’ottica di massima trasparenza.

L’interrogazione in questione ha voluto fare luce sulle modalità di esecuzione dell’iter procedurale finalizzato all’affidamento di lavori e servizi per la realizzazione degli interventi disposti in tema di Agenda digitale della Sardegna, finanziati dalla regione con le risorse del Programma di sviluppo rurale 2007/2013 e 2014/2020, per la costruzione di un’infrastruttura pubblica, costituita da una rete di telecomunicazioni in fibra ottica, necessaria per lo sviluppo dei servizi di connettività a banda ultra larga per cittadini, imprese e per gli uffici pubblici, nei territori dei 313 comuni interessati. Rispetto a un complesso iter gestionale seguito da regione e Ministero, per l’avvio delle procedure di affidamento, è stato difatti lanciato a suo tempo l’allarme da varie organizzazioni di categoria che, pur riconoscendo gli sforzi della Giunta regionale per il potenziamento della banda per abbattere il digital divide, segnalavano come, optando per un unico bando, le realtà imprenditoriali regionali non sarebbero state in grado di partecipare alla gara, rischiando di essere tagliate fuori dai subappalti, in quanto pur consorziandosi, non raggiungerebbero la capacità finanziaria necessaria per accedere al bando, come del resto avvenuto in relazione a precedenti appalti banditi per la realizzazione della prima tranche di banda ultra larga in vari comuni.

Si è ritenuto pertanto di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione al fine di avere aggiornamenti sullo stato degli interventi e sulle misure adottate al fine di prevedere una funzionale suddivisione dell’appalto in lotti, a fronte della esigenza di assicurare la massima concorrenzialità e consentire in tal modo anche alle imprese sarde la più ampia partecipazione, auspicando altresì, alla luce delle ingenti risorse pubbliche investite, effetti significativi per l’occupazione e la crescita del territorio, unitamente alla qualità dei lavori realizzati.

  • RIFORMA TURISMO: legge regionale n. 16 del 2017

 

Programmi di formazione e inserimento lavorativo

GARANZIA GIOVANI

Interrogazione n. 1047 – PISCEDDA e più del 23 marzo 2017, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione delle indennità di frequenza e di viaggio spettanti ai giovani che hanno partecipato ai corsi di formazione nell’ambito del programma “Garanzia giovani Sardegna”.

In più occasioni, l’attività consiliare ha riguardato la supervisione e il monitoraggio delle iniziative poste in atto con specifici bandi di derivazione nazionale e comunitaria a valere su opportunità e incentivi per vari settori dello sviluppo del territorio. Spesso, durante tale attività sono emerse problematiche segnalate da utenti e cittadini, approfondite anche attraverso lo strumento delle interrogazioni consiliari e attraverso l’interlocuzione continua con gli uffici regionali competenti.

È il caso, nello specifico, degli interventi a favore dell’occupazione giovanile rientranti nel Programma operativo nazionale per l’attuazione dell’iniziativa europea per l’occupazione dei giovani (“Garanzia giovani”), programmati anche in Sardegna con l’obiettivo di istituire una “garanzia” per i giovani con meno di 25 anni attraverso percorsi mirati di “Formazione mirata all’inserimento lavorativo”.

I problemi riscontrati nell’ambito di tale programma, come evidenziato con questa interrogazione, hanno riguardato prevalentemente i mancati rimborsi, a distanza di più di due anni, delle indennità di frequenza e di viaggio a molti giovani che avevano intrapreso tali percorsi, destinatari della misura in oggetto.

 

ENTI LOCALI

  • RIORDINO DEL SISTEMA DELLE AUTONOMIE LOCALI DELLA SARDEGNA

CITTÀ METROPOLITANA DI CAGLIARI

Proposta di Legge n. 562 – PISCEDDA e più, recante “Modifiche alla legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2 (Riordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna)”.

Il riordino del sistema delle autonomie locali approvato dal Consiglio regionale rappresenta forse la sfida più innovativa e più importante che ha coraggiosamente affrontato confrontandosi apertamente con la situazione attuale e interpretando la richiesta di cambiamento che i cittadini ad alta voce chiedono ogni giorno alla politica.

La città metropolitana rappresenta un progetto politico e di sviluppo con cui la Regione ha voluto dare concreta risposta alla richiesta di cambiamento e discontinuità che arriva in primis dalla società civile; una importante opportunità per accrescere la competitività dell’area, attraverso una pianificazione strategica condivisa con gli attori locali e sovra locali. È il simbolo di un profondo rinnovamento istituzionale e amministrativo che vede i Comuni protagonisti del cambiamento e dello sviluppo. È la possibilità di superare cristallizzazioni e inutili stratificazioni burocratiche che hanno sinora ostacolato la crescita economica e sociale dei territori, incidendo negativamente sulla spesa pubblica e sui fenomeni di spopolamento, e generato una crescente sfiducia dei cittadini nelle istituzioni.

L’articolo 17, comma 2, della legge regionale n. 2 del 2016 ha infatti previsto che “Fanno parte della città metropolitana, oltre al Comune di Cagliari, i seguenti comuni: Assemini, Capoterra, Elmas, Monserrato, Quartu Sant’Elena, Quartucciu, Selargius, Sestu, Decimomannu, Maracalagonis, Pula, Sarroch, Settimo San Pietro, Sinnai, Villa San Pietro, Uta”.

La proposta di Legge in esame mira a dare risposta alle istanze di ingresso nella città metropolitana di Cagliari pervenute dai comuni di San Sperate, Decimoputzu, Dolianova, Domus De Maria, Villasimius, Villaspeciosa e Burcei, in coerenza alle volontà delle popolazioni, come deliberate dal massimo organo rappresentativo delle amministrazioni locali interessate, ovvero i consigli comunali.

Queste istanze meritano di essere accolte soprattutto avuta considerazione dei gravi pregiudizi che, a causa della loro esclusione dalla città metropolitana, derivano alle popolazioni e ai territori interessati, e soprattutto avuta considerazione della stretta interazione economico sociale della città di Cagliari con questi comuni ad essa quasi contermini.

 

SPAZI FINANZIARI

Interrogazione n. 1053 – PISCEDDA e più del 29 marzo 2017, con richiesta di risposta scritta, sull’intesa regionale ai sensi dell’articolo 10 della legge n. 243 del 2012 e sull’avvio della procedura per la presentazione delle richieste di spazi finanziari a valere sul pareggio di bilancio 2017 – Urgenza di individuare criteri di assegnazione degli spazi finanziari, ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 21 del 21 febbraio 2017, prioritariamente a favore degli enti che devono far fronte a spese per sentenze passate in giudicato.

L’attività consiliare ha riguardato temi di interesse pubblico che hanno visto coinvolti enti locali e territoriali, spesso ostaggio di meccanismi finanziari e amministrativi legati al Bilancio e al patto di stabilità, che hanno talvolta rischiato di comprometterne l’operatività.

Nello specifico, l’interrogazione in questione nacque dalle istanze provenienti dai comuni che, sottoposti ai rigorosi vincoli normativi imposti ai fini del concorso al contenimento dei saldi di finanza pubblica, pur avendo disponibilità finanziaria derivante da risorse proprie non potevano utilizzare l’avanzo di amministrazione per pagare i debiti fuori bilancio derivanti dalle sentenze passate in giudicato, con tutte le conseguenze in termini di responsabilità, danno all’ente e maggiori future spese. Si chiese pertanto al Presidente della Regione e all’Assessore competente di definire ulteriori criteri e modalità di assegnazione degli spazi finanziari, individuando dando priorità agli enti che devono far fronte a spese per sentenze passate in giudicato.

 

REGOLARIZZAZIONE IMMOBILI REGIONALI

Proposta di Legge n. 434/A – Disposizioni transitorie per la sanatoria di situazioni irregolari sugli immobili regionali. Diventata Legge regionale 24 luglio 2018, n. 27 recante “Disposizioni per la regolarizzazione dell’occupazione di immobili regionali provenienti dal patrimonio dell’Agenzia LAORE Sardegna”.

Volta a pervenire alla regolarizzazione contrattuale di un ingente numero di situazioni di occupazione, a vario titolo, di beni immobili regionali, garantendo nel contempo un sostanziale incremento delle entrate relative alla gestione del patrimonio immobiliare.

 

EMENDAMENTI BILANCIO E LEGGI DI STABILITÀ LEGISLATURA

Con riferimento alle tematiche precedentemente trattate, è manifesto l’impegno attivo durante l’intera legislatura a supporto delle istanze dei portatori di interesse vari, soprattutto nell’ambito dell’associazionismo e del volontariato ma non solo, tradotto anche in emendamenti presentati in occasione dell’approvazione delle Leggi di stabilità succedutesi nel corso degli anni, che hanno consentito di implementare le risorse finanziarie stanziate nel Bilancio regionale a favore di numerosi organismi e a vantaggio di attività importantissime per il territorio, purtroppo spesso e volentieri sovvenzionate inadeguatamente e oggetto di tagli, nel passato, a valere sui fondi anche nazionali.

Si citano a tale proposto, le risorse aggiuntive che grazie agli emendamenti presentati dal Consigliere Piscedda hanno consentito l’attività di organismi quali:

  • università
  • Patronati
  • associazionismo di promozione sociale (attraverso l’istituzione e il finanziamento di un apposito fondo)
  • associazioni per la tutela dell’emigrazione e dell’immigrazione
  • federazioni e associazioni sarde operanti a favore delle persone con disabilità
  • associazioni a tutela dei malati di diabete
  • istituti di ricerca sociale e lo sviluppo
  • associazioni aventi comprovata esperienza nel campo degli scambi internazionali
  • società sportive
  • associazioni di promozione eno-gastronomica e tutela delle specificità locali

 

foto Cagliari Turismo

TUTELA E VALORIZZAZIONE DELL’AMBIENTE E DELLA LAGUNA

Immobili Elmas

  • INTERROGAZIONE n. 1622 – PISCEDDA e più del 19 settembre 2018, con richiesta di risposta scritta, sulla concessione, utilizzo e valorizzazione di un immobile di proprietà regionale sito sulle sponde della laguna di Santa Gilla nel Comune di Elmas.

Con questa interrogazione si è richiesta la restituzione dell’immobile sulle rive della laguna di Santa Gilla – inizialmente progettato e previsto come compendio per la funzione di protezione civile, e successivamente destinato quale archivio, deposito e magazzino – alla popolazione di Elmas ed alla comunità al fine di renderlo destinabile per la valorizzazione del compendio lagunare anche al fine di fungere da supporto per la rapida realizzazione del parco naturale regionale nell’area “Molentargius-Sella del diavolo-Capo S. Elia-Santa Gilla”, come già previsto nella deliberazione della Giunta regionale n. 32/2 del 31 maggio 2016.

 

Moria di pesci a Santa Gilla

  • INTERROGAZIONE n. 1624 – PISCEDDA del 20 settembre 2018, con richiesta di risposta scritta, sulla notizia di stampa relativa a uno sversamento di liquami e di una moria di pesci nella laguna di Santa Gilla.

Lungo uno dei percorsi natura nella laguna di Santa Gilla, nei pressi della stazione ferroviaria di Elmas, è stata avvistata nella mattinata del 16 settembre 2018 una moria di pesci agonizzanti; in prossimità di una zona nella quale si riversavano liquami.

La laguna di Santa Gilla è una zona umida di interesse europeo ed internazionale, patrimonio dell’intera Sardegna, da tempo oggetto di un lungo elenco di interventi che hanno per orientamento costante l’obiettivo della tutela e della protezione dell’ambiente, la sua valorizzazione per finalità turistiche ed il miglioramento della qualità della vita dei cittadini, e poiché con la deliberazione di Giunta regionale n. 32/2 del 31 maggio 2016 è iniziato l’iter per l’istituzione di un parco naturale regionale nell’area protetta Molentargius-Sella del Diavolo-Capo Sant’Elia-Santa Gilla, ai sensi di quanto disposto dalla legge regionale 7 giugno 1989, n. 31, recante “Norme per l’istituzione e la gestione dei parchi, delle riserve e dei monumenti naturali e delle aree di particolare rilevanza naturalistica ed ambientale”.

Per i motivi sopra descritti si è ritenuto opportuno appurare il motivo della moria di pesci nelle acque della laguna di Santa Gilla, anche alla luce dei ripetuti monitoraggi che in passato hanno certificato la non sussistenza di fenomeni di inquinamento, e pertanto si sono interrogati il Presidente della Regione e l’Assessore regionale della difesa dell’ambiente circa le cause e l’entità della moria di pesci e gli interventi di messa in sicurezza d’emergenza delle aree interessate, al fine di impedire il ripetersi in futuro di eventi simili, ed in particolare quali azioni preventive e di repressione siano state poste in essere e si stiano predisponendo per porre definitivamente fine ai fenomeni di discarica e sversamento abusivo di liquami nei canali che portano alla laguna.

Per gli stessi motivi, si è chiesto che vengano effettuate le debite analisi al fine di garantire oltre che il contenimento di rischi ambientali, anche la prevenzione di rischi sanitari verso la popolazione che potrebbe nutrirsi del pescato della laguna di Santa Gilla, ed infine che vengano appurati gli eventuali danni all’ecosistema e che vengano potenziati i controlli sul territorio ed iniziare una lotta senza quartiere verso i responsabili dell’inquinamento di tali siti.

 

Imposta regionale emissioni aeromobili civili

  • Proposta di Legge n. 569 – PISCEDDA del 19 dicembre 2018, inerente l’“Istituzione dell’Imposta regionale sulle emissioni degli aeromobili civili (IRESA)”.

A seguito di un attento studio svolto grazie alla collaborazione ed al supporto dell’ANCAI (Associazione nazionale Comuni Aeroportuali Italiani) il Consigliere Piscedda ha proposto l’introduzione, anche in Sardegna, dell’IRESA.

L’IRESA è un tributo che dovrebbero pagare le compagnie aeree e non i cittadini, la cui ratio deriva dalla necessità di ridurre l’inquinamento acustico nelle aree limitrofe agli aeroporti e migliorare la vivibilità dei territori coinvolti dalle attività aeroportuali.

Questa forma di tributo deriva dall’esigenza di garantire il diritto alla salute e tutelare l’ambiente. Si tratta di un’imposta con un parziale vincolo di gettito a favore delle opere di disinquinamento acustico relativamente al territorio interessato e di risarcimento dei soggetti eventualmente danneggiati dalle emissioni sonore prodotte dall’atterraggio e dal decollo degli aeromobili, al fine di contenere le esternalità negative causate dalla vicinanza agli aeroporti e favorire una migliore composizione gli interessi degli abitanti nelle zone limitrofe con quelli dei medesimi aeroporti.

Il gettito derivante dall’imposta è stato stimato in circa 1,5 milioni di euro. Inoltre, l’incidenza dell’imposta per passeggero imbarcato varia a seconda della tipologia di volo tra 0,20 e 0,24 centesimi di euro, per un costo per ciascun decollo o atterraggio di 20,5 – 41,5 euro: il valore ridotto dell’imposta, in altre parole, eviterebbe disincentivi per il traffico di turisti e pendolari da e verso la Sardegna, ma darebbe dei notevoli vantaggi alle comunità insistenti nei dintorni aeroportuali.

La Giunta regionale ha riconosciuto le buone ragioni che stavano a fondamento della proposta, ed ha stanziato nelle more dell’approvazione di apposita legge sull’IRESA la somma di 300.000 euro per la redazione di appositi piani di monitoraggio delle emissioni acustiche negli aeroporti di Cagliari-Elmas, Alghero-Fertilia e Olbia che saranno realizzati dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sardegna (ARPAS).

 

 

SVILUPPO DELLE INFRASTRUTTURE

Adeguamento strada statale 130

  • INTERROGAZIONE n. 1561 – PISCEDDA e più del 6 luglio 2018, con richiesta di risposta scritta, sui lavori di adeguamento della strada statale n. 130 e l’eliminazione degli svincoli nei Comuni di Assemini, Decimomannu ed Elmas.

Sono state stanziate e finalmente a disposizione dell’ANAS risorse per complessivi 140 milioni di euro, per l’adeguamento della Strada Statale 130 e per l’eliminazione degli svincoli ed incroci a raso nei comuni di Decimomannu, Assemini ed Elmas.

Questo stanziamento corona un lavoro iniziato già dieci anni fa da Sindaco di Elmas, ed è proseguito durante i cinque anni di impegno in Consiglio regionale quale rappresentante del territorio.

Gli interventi concorreranno a garantire la sicurezza della viabilità mediante la chiusura degli svincoli e incroci a raso – per i pendolari e per tutti coloro che viaggiano su questa arteria ad alta intensità di traffico, fondamentale per la Sardegna; avranno in particolare una ricaduta positiva in favore delle comunità di Elmas, Assemini e Decimomannu, che verranno liberate dalla congestione del traffico creato dagli svincoli e dai semafori.

Gli interventi sono urgenti per diversi motivi: il primo è che favoriranno i collegamenti tra il Sulcis Iglesiente e il Cagliaritano, consentendo di abbreviare i tempi di percorrenza tra tutte le aree interessate, condizione indispensabile per il loro sviluppo economico; il secondo che su alcuni tratti della SS 130 viaggiano circa 52 mila veicoli giornalieri.