MOBILITÀ, TRASPORTI E RETI TECNOLOGICHE

Elezioni Regionali Sardegna 2024 – Sintesi del Programma

Oggi è indispensabile ripensare la mobilità urbana in chiave di sostenibilità ed innovazione per ridurre gli impatti del traffico sulla qualità della vita e sulla qualità dell’aria e rispondere alle esigenze dei sardi.

Problemi

  • Il sistema di trasporto pubblico in Sardegna è insufficiente
  • C’è un elevato ricorso al trasporto privato e su ruote, con pesanti conseguenze ambientali, economiche e sociali
  • L’attuale sistema di continuità territoriale non è stato in grado di garantire il diritto dei sardi e delle merci sarde alla mobilità

Soluzioni

  • Promuovere la costruzione di un sistema di mobilità pubblica collettiva ed individuale moderno e innovativo, potenziando i sistemi a basso impatto e quelli in condivisione 
  • Favorire la mobilità attiva e dolce, migliorando o creando percorsi pedonali o ciclabili e spazi urbani accessibili e sicuri 
  • Creare un sistema di trasporto regionale che risponda alle esigenze sociali, economiche e ambientali, anche delle aree interne e rurali
  • Promuovere un sistema di trasporto efficiente, economico e sicuro, in chiave di intermodalità e sostenibilità per le merci
  • Migliorare la continuità territoriale aerea e marittima per le merci e i passeggeri

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In relazione alla mobilità, si punterà sulla promozione della mobilità urbana sostenibile per ridurre gli impatti del traffico sulla qualità della vita e sulla qualità dell’aria.

  • Per ottenere questo risultato verrà promossa la costruzione di un sistema di mobilità pubblica collettiva ed individuale moderno e innovativo, riequilibrando la distribuzione dei mezzi a favore del trasporto pubblico collettivo (su strada e su rotaia, potenziando i sistemi a basso impatto come quelli elettrici o bimodali) e del trasporto individuale (bike sharing, car sharing, carpooling, camminata) come alternativa all’uso dell’auto privata. 
  • Per favorire la mobilità attiva e dolce, si procederà col migliorare o creare percorsi sicuri pedonali o ciclabili, anche con la restituzione di spazi urbani come strade e piazze alla fruizione di tutti i cittadini, l’istituzione di isole ambientali, zone 30, aree pedonali e città dei 15 minuti e interventi di moderazione del traffico veicolare. La governance della mobilità andrà promossa, anche attraverso l’istituzione di apposite agenzie, con il compito di coordinare i servizi di mobilità collettiva ed individuale e la promozione dell’introduzione dei mobility manager. Il processo richiederà l’introduzione di tecnologie digitali ed intelligenti attraverso investimenti per garantire una copertura ampia e una connessione ad alta velocità stabile, nonché strategie per la sicurezza digitale e la protezione dei dati.
  • A livello più ampio, la creazione di un sistema di trasporto regionale che risponda alle esigenze sociali, economiche e ambientali, anche delle aree interne e rurali, richiede la definizione di un piano del trasporto e della mobilità sostenibile regionale per colmare gap come la ridotta interconnessione della Sardegna con gli scali nazionali, la rete viaria insufficiente e con standard funzionali non adeguati e le forti limitazioni qualitative del sistema viario e ferroviario.
  • Per quanto riguarda le merci, la ridotta interconnessione tra gomma e strada ferrata e le carenze di porti e aeroporti, così come la differente densità di queste infrastrutture nelle varie zone dell’Isola, penalizzano i comparti produttivi isolani: anche in questo caso, riprogrammare i trasporti in chiave di intermodalità e sostenibilità sarà essenziale. Sia per i passeggeri che per le merci è necessario far valere le prerogative regionali e dare consistenza alla continuità territoriale con la realizzazione di un nuovo modello di continuità che riguardi il trasporto aereo ma anche quello marittimo, per il quale è necessario consolidare la presenza di un’unica Autorità di Sistema Portuale, oltre a migliorare la qualità delle infrastrutture di ultimo miglio e attivare pacchetti localizzativi in grado di aumentare la competitività delle zone e delle aree industriali. Per ottenere questo, sarà necessario dotare i porti regionali di un Piano Regolatore Portuale. La Sardegna ha pieno titolo per candidarsi ad essere una piattaforma logistica per merci e semilavorati di catene logistiche nel Mediterraneo occidentale. Per fare questo è necessario offrire servizi logistici di rilevante valore, come l’immagazzinamento, i servizi informatici al servizio della logistica ecc. Per poter sfruttare questa occasione sarà necessario rafforzare il rapporto di collaborazione fra autorità di sistema portuale, consorzi industriali e amministrazione regionale, in un’ottica di pianificazione sinergica.